Il report 2015 sull’Ecosistema digitale di Hub21, con oltre cento pagine di dati e riflessioni sul mondo delle Startup, offre un’attenta analisi del mercato mondiale e italiano, individuandone le dinamiche e gli attori principali. Vista la grande mole di dati contenuta nel Report, in questo breve articolo illustreremo rapidamente alcuni dei risultati più interessanti, per il cui approfondimento rimandiamo ovviamente al lavoro completo. L’Osservatorio ha censito nel corso del 2015 ben 8.304 operazioni su startup digitali del mondo (di cui 101 su startup italiane) che hanno raccolto in totale +147 milioni di Euro (USD 174.768.129,06). Ci siamo concentrati sulle startup digitali per svariate ragioni, in primo luogo poiché le previsioni per il 2016 ci dicono che il 5,7% del PIL europeo sarà prodotto dall’economia digitale, il Regno Unito presenta l’incidenza più alta: addirittura il 12,4 % del suo PIL sarà interamente digitale. Inoltre, tutte le fonti più autorevoli e rappresentative del mondo delle startup sono oramai unanimi nell’affermare che il 2014 è stato decisivo per il mercato mondiale delle tecnologie digitali, (+3,6%, a 4.539 miliardi di dollari). 

Per quanto riguarda la densità e la composizione dei talenti nei paesi europei,  Londra risulta, a tutti gli effetti, il polo generatore e catalizzatore d’Europa dei professionisti del development e della programmazione. Ci siamo anche domandati quale fosse il profilo tipo dello startupper e, relativamente agli italiani, è emerso che, insieme alla Francia, siamo il Paese con la più alta percentuale di fondatori laureati con un background di studi scientifici e tecnologici (55%), nonostante la tendenza diffusa a ricoprire principalmente ruoli manageriali (52%). Gli italiani, inoltre, preferiscono fondare le proprie startup in team (74%) includendo profili di differente provenienza e talento. Volendo fare un focus regione per regione, nel 2014 il rapporto – espresso in valori percentuali – fra numero di startup innovative e numero di laureati mette in risalto il Trentino Alto Adige (3%) e la Val d’Aosta (5,6%). Deludente la performance del Lazio con un dato pari a 0,94%, di poco superiore alla Regione Sicilia, fanalino di coda con lo 0,74%. Sempre rapportando il numero di startup e il numero di laureati i capoluoghi più virtuosi sono Trento, Aosta, Ancona e Potenza. Solo il 15% delle startup è puramente B2C, mentre oltre l’80% delle imprese innovative italiane si rivolgono al B2B business to business (47,2%) o al B2B2C business to business to consumer (34,8%).

Relativamente al capitale raccolto per la creazione della startup, se da una parte è vero che ogni singola regione italiana sta mostrando un aumento costante di startup innovative, dall’altra i dati confermano che il capitale iniziale è in generale abbastanza modesto (nel 37% dei casi è stato inferiore ai 10 mila euro a startup). Per quanto riguarda la tipologia di operazioni, sia in Europa (53%) che nel resto del mondo (33%) prevalgono quelle seed ed angel, in Italia con un ammontare di investimenti pari a 110 milioni di euro proprio nella prima fase di vita della startup. Molte anche le startup finanziate ai round di venture dall’A al B (23% del totale delle startup europee censite e il 31% di quelle nel resto del mondo).  Le operazioni sono frequentissime nel settore della tecnologia, ma il controvalore totale è mediamente più basso di altri settori, come “fashion&luxury” e “finance” che insieme nel 2015 hanno raccolto più di 50 milioni di euro (circa 60 milioni di dollari).

La realtà degli incubatori italiani è in forte crescita, quelli certificati passano dai 22 del 2013 ai 32 del 2015; tuttavia non si può far a meno di notare quanto sia frequente il ricorso a queste strutture principalmente per fruire di spazi e strumentazioni, ma ancora troppo poco, ed è questo a nostro avviso un grave errore – con l’obiettivo di sfruttarne le competenze nel campo della formazione, del tutoring, del networking e del fund raising: attività fondamentali (oltre che basilari) per strutturare il business e attrarre investitori esterni.

Il Report è scaricabile gratuitamente dall’area Download.